Quando con la coda dell’occhio vedo gli uccelli riflettersi nel vetro della finestra aperta e mi sembra che qualcuno stia passando e so che non è possibile, nessuno è così alto.
Quando nelle imperfezioni dell’intonaco o del legno vedo volti e mi sembra che qualcuno stia guardando e so che non è possibile, nessuno è così bianco.
Il silenzio della pagina è la mia corona di spine, la mia croce sono io.
Quando non so cosa fare dire pensare e credo che ogni mia parola ferisca e so che non è possibile – non ti lascio allontanarti non ti lascio andare via.
Scrivo qui perché è più facile nascondermi dietro la vi via dalla luce del mio nome reale – scrivo qui perché è più facile così, se fosse vero, fare scudo con lo schermo, non rinuncio al posto tuo.
E svelarmi, potrei dire. E mostrare cicatrici che adesso son diverse e la pelle è ricresciuta più sottile, più lucida, grinzosa – dove c’era la ferita circolare c’è una specie di mollezza al tatto, un buco.
vedo arcobaleni in inchiostri di scarafaggi su fogli bianchi a test di patenti di libertà, vedi scudi di cartapesta e cicatrici fiammeggianti, vedo ferite portate come orecchini di pietre preziose e rampicanti
vedo cerchi di voce e carne e metallo e i pugni che non ho mai – ancora – dato, vedo armature e fessure e chiusure e spiragli, vedo chiavi portate al collo o gettate nel lago, vedo poco, abbagliata. vedo tutto, illuminata.
quando nella vecchia casa vedevo ombre di uomini blu – indossavano tute blu da operai – attraversare il corridoio, uscire dalla porta della cucina per entrare in salotto. Io li vedevo, seduta sul letto, li vedevo dalla cornice della porta aperta della mia camera. Io li vedevo, a volte solo con la coda dell’occhio, e mi si spezzava il respiro, restavo immobile per minuti interminabili e mi chiedevo: “sarà ancora di là l’uomo in blu?”, “se ne sarà andato?” e mi sentivo braccata e in pericolo. Cercavo di costringere il cervello a razionalizzare, a dire “Non c’è nessuno di là, non è passato nessuno”. E non ero più piccola, ero già grande. E avevo smesso da anni di sentire le voci nella testa. Dopo le voci sono arrivati gli uomini in blu. E adesso niente voci, niente ombre. Solo, talvolta, ancora, mi sembra di non essere da sola, ed ho paura.
le mie ombre erano bianche. a volte danzavano, come a decorare il muro, la notte.