RTFM
Io non leggo mai il manuale delle cose. Procedo per tentativi, lascio che siano gli oggetti a svelarsi a me attraverso l’uso – lascio loro dei segreti che scoprirò o non scoprirò mai – imito la sicurezza che ho osservato negli altri, nell’usarli. Tutti i manuali sono in un cassetto della cucina, e li cerco e li prendo solo per decifrare i messaggi d’errore, per venire a capo di alcuni malfunzionamenti di cui non riesco a trovare il motivo.
In libreria ci sono manuali per imparare a smettere di fumare, per imparare a comunicare con il tuo gatto, per imparare a non scegliere più sempre l’uomo sbagliato, per imparare l’autostima, i massaggi shiatsu, la dieta a zona. C’è un manuale per tutto tranne l’unico che vorrei, quello che mi spiegasse passo passo come muovermi nel mondo, come rapportarmi alle persone, cose del genere. Un po’ come le guide per certi videogiochi, con la mappa e certi segreti svelati – scorciatoie o zone bonus, punti di salvataggio, la bottega nella quale acquistare lo scudo che ti proteggerà da un nemico insidioso e potente.
Vorrei avere un telecomando per alzarmi il volume e il contrasto quando mi sento di stare diventando invisibile. Vorrei avere un programma per i pensieri delicati e uno per le macchie del passato resistenti. Vorrei avere cicli economici ed ecologici per lavare l’unto che certe mani mi hanno lasciato addosso. Vorrei avere auricolari a collegare la mia bocca e le tue orecchie per potere parlare a te e a te soltanto senza che il rumore distorca la mie frasi e te le faccia arrivare cambiate, incomprensibili, per dirti i miei segreti senza giri di parole. Invece sono rudimentale, invece ho solo un interruttore che mi spegne e mi accende l’amore, la voce, la voglia di darmi, la luce degli occhi.
Sono un’autodidatta. Ho imparato alcune cose troppo presto e mi è riuscito di scordarle solo a metà, altre cose non riesco mai a impararle perché non ho maestri, solo altre persone senza manuale che cercano di prendermi per mano per un poco, per abbandonarmi nel momento in cui, impaziente, è più forte la mia stretta, il mio bisogno.
Vorrei essere capace di spiegarmi, di spiegarti che anche spenta io non riesco a non sentire, che per finta ti dimentico e ti smetto di parlarmi perché voglio riposare, che mi prenda tu alle spalle, che una volta mi sorprenda tu col buono senza avere da aspettare tutto ciò che non arriva.
Non funziono che a pazienza ed entusiasmo, mi esaurisco facilmente ma altrettanto facilmente mi ricarico attaccandomi a una presa di speranza, alla speranza di esser presa quella volta in cui, per non avere letto il manuale, sono io quella che sbaglia – ho bisogno di qualcuno che mi sappia perdonare veramente, che mi spogli dai peccati e li ricicli insieme ai suoi trasformandoli in quaderni, mozziconi di matite, gomma, luce, margherite.

“Sono un’autodidatta.” e sono un dilettante per non togliermi il gusto di sperimentare sempre. {nissl}
bello :)
il mondo reale è pieno di solitudine esistenziale. io non so cosa stai pensando o cos’è che hai dentro, e tu non sai che cos’ho dentro io. nella letteratura penso che in un certo senso riusciamo a saltare oltre questo muro. ma è solo un primo livello, perché l’idea dell’intimità mentale o emotiva con un personaggio è un’illusione, un meccanismo creato dallo scrittore attraverso la sua arte. c’è anche un altro livello su cui un testo letterario diventa una conversazione. fra il lettore e lo scrittore si instaura un rapporto che è molto strano, complicato e difficile da descrivere.
[...]
c’è una specie di “a-ha! qualcuno almeno per un attimo la pensa come me, o vede una cosa nel modo in cui la vedo io”. non capita sempre. sono brevi flash, fiammate, ma ogni tanto mi capitano. e non mi sento più solo, a livello intellettuale, emotivo, spirituale.
la letteratura e la poesia riescono a farmi sentire umano, a eliminare quel senso di solitudine, a mettermi profondamente e significativamente in comunicazione con un’altra coscienza, in una maniera del tutto diversa da quanto riescano a fare altre forme d’arte.
david foster wallace
IO NON SAPREI ESPRIMERMI MEGLIO…TI VOLEVO SOLO RINGRAZIARE E AUGURARE BUONA VITA.
un regalo bellissimo. grazie enrica. sono alcune delle mie parole preferite – certo quelle che spiegano meglio cosa ci faccio qui. grazie e buona vita a te.