You say I got to find my place / But my place is inside of you

Che poi io mica l’avevo messo in conto, di innamorarmi. Che poi, potresti dirmi, ma cosa stai scrivendo, ma ti pare? Iniziare una frase con: che poi. Sarà mica italiano, questo. Quando mi sono innamorata, per dire, non lo sapevo mica che eri così, poi l’ho scoperto e l’amore non è passato, anzi, è diventato più grande, anche se non volevo che diventasse più grande, avrei voluto un amore a crescita lenta, a rilascio prolungato, un amore che mi lasciasse il tempo di allargarmi la pelle per fargli spazio senza smagliarla – non volevo proprio un amore, a dirla tutta, o al massimo un amore piccolo, di quelli che non fanno troppo bene ma neanche troppo male, ma te l’ho detto, non avevo messo in conto niente, anche perché tu per me eri tu e non so quando hai smesso di essere tu e sei diventato questa cosa che sei adesso. Ci penso spesso, sai? Perché ci deve essere stato tipo un momento preciso, se questo fosse un film, o un libro, mi basterebbe chiudere gli occhi e ascoltarne la colonna sonora o aprire gli occhi e cercare il momento in cui il paragrafo tu finisce e inizia quello successivo, e potrei mandare avanti veloce o leggere l’ultima pagina e mettermi tranquilla, ma i film e i libri di solito finiscono dove cominciamo noi, dove siamo iniziati noi, mica te lo dicono davvero cosa succede dopo, perché la maggior parte delle persone troverebbe noiosa una storia che si ripete giorno dopo giorno dopo giorno, due tizi che si svegliano, si guardano con gli occhi gonfi di sonno e i capelli spettinati e pensano, ti scelgo anche oggi, lo pensano all’unisono e nemmeno sanno di starlo pensando che l’altro sta pensando la stessa cosa e si dicono buongiorno con la voce che esce male dalla gola dopo tutte quelle ore di silenzio e lei si prepara il caffè e lui mangia i biscotti e lei beve il caffè e lui la insegue con i biscotti e le dice, dai, almeno uno, fino a quando lei non cede, e poi si chiedono, prima tu o prima io? Per darsi dei turni in bagno, almeno fino a quando non diventa un’abitudine chi va prima di chi, e si vestono, e lavorano, e si svestono, e fanno l’amore, e si addormentano, e tutte le cose che ci sono in mezzo, cucinare, lavare i piatti, la lavatrice, la spesa, e chi guarda o chi legge aspetta che succeda qualcosa e si ritrova a sperare, va be’, almeno che oggi litighino, tanto per cambiare, almeno che oggi vadano al cinema, ma sei proprio stronzo, tu che leggi o guardi, ma fatti i cazzi tuoi, mica sei obbligato a leggerci fino in fondo, dico io.
Poi però gli chiedo scusa, perché ‘sta cosa, la cosa di com’è iniziato tutto, da qualche parte dev’esserci, nella prima pagina o in un flashback o non lo so, e non è che sia importante sapere come sia iniziata, o perché, ma proprio non avevo messo in conto, di innamorarmi, di te, poi, e sarà che abbiamo pochi momenti nostri, per ora, però quel momento lì, quello in cui tu hai smesso di essere tu, vorrei sapere com’è stato, ecco.

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5 Responses to “You say I got to find my place / But my place is inside of you”

  1. Paolo says :

    Il destino mi sta tirando un tiro strano… O sei nella mia testa, o in qualche modo puoi frugare tra i miei pensieri (e non parlo di quelli di ieri o di un anno fa ma proprio di oggi!)…
    O sei LEI, che in qualche modo mi sta facendo uno scherzo… E non può essere perché sono io che per primo l’ho accompagnata a queste righe. O non so… Magari mi sto inventando tutto, un po’ come una specie di “matrix” o “source code” e tutto questo, anche io che scrivo a te, è una mia proiezione della mia coscienza, del mio “super-io”.Ma la cosa più incredibile e improbabile è che io sia giunto fin qui ora, in questi giorni…
    “Anche io avrei voluto scegliere… e avevo scelto…” Sono sempre io.
    Scusa, ora ho proprio voglia di piangere…o esplodo.
    Grazie e grazie a chi o cosa non saprei

    • madame psychosis says :

      Grazie a te – anzi, a voi. Dicono che l’amore sia una questione di chimica e di tempismo. Forse anche per le lettere d’amore funziona così. Vi auguro pensieri così per sempre. Come li augurerei a me stessa.

  2. bic says :

    non esistono amori a crescita lenta … gli amori sono sempre dei “souveniro formato tir”(cit.) che ti colpiscono all’improvviso e ti lasciano tra il tramortito e l’esaltato.

    Gli amori a crescita lenta sono come cucina da microonde non danno soddisfazione perchè sono solo una pallida copia delle passioni.

    L’amore non si capisce mai quando comincia perchè pare essere sempre stato li come posto in quel luogo da un paradosso temporale

  3. clumsy says :

    e io ora continuo a essere il tuo negativo

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