La batteria stava per finire ma mancavano ancora due canzoni. Guardavo il conto dei minuti scendere veloce, più veloce di quanto avrebbe dovuto, in un minuto ne passavano cinque o più e, all’improvviso, ho pensato: adesso la canzone rallenterà, la voce si farà grossa, ti ricordi quando eri in giro e si scaricavano le pile? Le toglievo, le giravo, soffiavo nell’alloggio sperando che fosse colpa della polvere mentre le parole si dilatavano fermandosi in una vocale che si affievoliva facendo scattare il pulsante di play.
All’inizio stavamo parlando della nostalgia, e io ti dicevo che no, non mi capita mai di sentire nostalgia per il passato, mi succede sempre di sentire nostalgia per il presente, per certi momenti che so già che finiranno, come l’altro giorno, tra musica e tepore e occhi e fiato mentre ci dicevamo, questo è sicuramente il più bello, e io lo so che ogni momento così sembra sempre il più bello fino almeno al successivo, ma se poi non succedesse mai più? Mi viene da pensare, se questo fosse davvero il momento più bello? E allora ecco che inizia a mancarmi, e tu mi chiedi, ma sei triste? Perché faccio quella cosa con le labbra che somiglia alla tristezza e invece è il suo esatto contrario.
La batteria stava per finire e ho pensato che non mi sarebbe più successo di sentire una canzone come ai tempi delle pile, e avrei voluto dirtelo, avrei voluto dirti: ascolta, avrei voluto portarti indietro con l’immaginazione, pensa a come sarebbero diventati liquidi i nostri baci se la musica avesse ancora le pile, pensa a come sarebbe stato più complicato stupirci con una canzone se, per cercarla, avessimo dovuto soffiare la polvere dalle custodie delle cassette e mandare il nastro avanti e indietro, è questo che intendevi dicendo nostalgia? Ma non ho detto niente, ho cercato il cavo del computer, ho pensato: forse è questo che intendiamo quando ci diciamo, ti amo da sempre, non che l’amore è iniziato cinque mesi fa, ma che c’era già, lo sentivo con il walkman e mi mancavi, mi sei mancato fino a quando non sei arrivato, mi sei mancato per così tanto tempo che, adesso, non mi basti mai.