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		<title>F.E.E.L.I.N.G.C.A.L.L.E.D.L.O.V.E</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 10:07:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>madame psychosis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Histoire d'une jeune fille]]></category>

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		<description><![CDATA[Stavo per correre giù per le scale, per cercare di raggiungerti, fermarti, dirti: ho capito. Ho guardato l&#8217;orologio ed erano già passati tantissimi minuti, da quando te ne eri andato, prima di ricominciare a scorrere lentissimi, come se le lancette, muovendosi, pronunciassero il loro nome dilatandolo, al rallentatore. Ho capito cosa facciamo al tempo, avrei [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yellowletters.it&amp;blog=13780372&amp;post=2611&amp;subd=yellowletters&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Stavo per correre giù per le scale, per cercare di raggiungerti, fermarti, dirti: ho capito. Ho guardato l&#8217;orologio ed erano già passati tantissimi minuti, da quando te ne eri andato, prima di ricominciare a scorrere lentissimi, come se le lancette, muovendosi, pronunciassero il loro nome dilatandolo, al rallentatore.<br />
Ho capito cosa facciamo al tempo, avrei voluto dirti. Non so se sia vero, se io abbia davvero capito cosa facciamo al tempo, ma mi è venuta in mente una spiegazione e potrebbe essere quella giusta, e mi è venuta in mente ripensando a questa notte, a quel momento che ti dicevo, quando eravamo sdraiati uno di fronte all&#8217;altra e ci accarezzavamo le caviglie a vicenda e non potevamo parlare perché stavamo ascoltando quell&#8217;album e, ogni volta, al momento giusto, ci guardavamo spalancando gli occhi &#8211; io sorpresa dalla musica, tu (mi piace pensare) soppresso da me. E ho pensato a tutte le volte che lo facciamo &#8211; tu, infilarti gli auricolari, io, le cuffie, e tu mi dici, aspetta, ti spiego un paio di cose, prima, e io ti prendo in giro ma ti ascolto, e hai visto? Non ho più paura di dire la cosa sbagliata, e chiudo gli occhi e ascolto e sorrido. Ci piacciono le cose che assomigliano di più alla vita, in un certo senso, abbiamo detto, anche se la vita fa di tutto per rendersi antipatica ma non importa, non possiamo proprio lamentarci, mi dico.<br />
Insomma, se non fossero già passati tutti quei minuti, se fossi riuscita a correre giù per le scale, a raggiungerti, a fermarti, a dirti: ho capito, ti avrei spiegato cosa facciamo al tempo in questo modo.<br />
Noi, il tempo, lo ascoltiamo con le cuffie. Lo ascoltiamo con attenzione, con la stessa attenzione con cui facciamo tutto e tutto quello che facciamo, in un certo senso, è metterci in ascolto &#8211; come quella storia che mi avevi raccontato sulle stazioni radio che trasmettono e trasmettono messaggi e io ero così finché tu non mi hai ricevuto o viceversa o entrambe le cose, ed è come se fossimo fatti tutti di orecchie, è molto semplice, come se avessimo polpastrelli-orecchio e ci ascoltiamo accarezzandoci, una volta, due volte, tornando sui pezzi più difficili, come se avessimo labbra-orecchio e ci ascoltiamo baciandoci, con gli occhi un po&#8217; chiusi un po&#8217; aperti, come se avessimo nasi-orecchio e fronti-orecchio, e ci appoggiamo per leggerci i ricordi e i pensieri, tutto qui.<br />
Per questo, se torniamo indietro di una pagina, ci viene da sorridere, a pensare a quanto eravamo ingenui, a credere che quello fosse tutto, e ci succederà ancora, tra qualche tempo, di di pensare alla notte che è appena passata e al modo in cui abbiamo sorriso della nostra ingenuità sentendo di avere capito tutto, ascoltato tutto, e saremo in un posto che si chiama con il nostro nome e ci misureremo a vicenda, per cercare di capire quanto siamo cresciuti, e la cosa importante è che, comunque, io sarò sempre alta giusta per appoggiarti la testa lì in mezzo e tu sarai sempre alto giusto per piegarti a proteggermi, e io con la mia testa-orecchio sentirò il tuo petto-orecchio e le tue braccia-orecchio e ci scioglieremo a turno in cascate di note, riempiendoci e svuotandoci a vicenda, restando sempre pieni.</p>
<br />Filed under: <a href='http://yellowletters.it/category/histoire-dune-jeune-fille/'>Histoire d'une jeune fille</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yellowletters.wordpress.com/2611/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yellowletters.wordpress.com/2611/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yellowletters.wordpress.com/2611/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yellowletters.wordpress.com/2611/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/yellowletters.wordpress.com/2611/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/yellowletters.wordpress.com/2611/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/yellowletters.wordpress.com/2611/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/yellowletters.wordpress.com/2611/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yellowletters.wordpress.com/2611/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yellowletters.wordpress.com/2611/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yellowletters.wordpress.com/2611/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yellowletters.wordpress.com/2611/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yellowletters.wordpress.com/2611/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yellowletters.wordpress.com/2611/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yellowletters.it&amp;blog=13780372&amp;post=2611&amp;subd=yellowletters&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Spettro</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 20:03:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>madame psychosis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Histoire d'une jeune fille]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni volta che mi succede una cosa nuova devo tornare indietro, fino all&#8217;inizio, per riscrivere la storia. Ci deve essere un legame tra le cose che succedono, o forse no, ma ci deve essere un legame tra le cose che succedono se voglio essere in grado di raccontarle &#8211; ecco, mettiamola così. Raccontare le cose [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yellowletters.it&amp;blog=13780372&amp;post=2607&amp;subd=yellowletters&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Ogni volta che mi succede una cosa nuova devo tornare indietro, fino all&#8217;inizio, per riscrivere la storia. Ci deve essere un legame tra le cose che succedono, o forse no, ma ci deve essere un legame tra le cose che succedono se voglio essere in grado di raccontarle &#8211; ecco, mettiamola così. Raccontare le cose che succedono è un modo per raccontarmi, o viceversa. Potrei dire che raccontarmi è un modo per raccontare le cose che succedono, anche quelle che restano sullo sfondo di quello che racconto e, a volte, basta che mi succeda una cosa nuova perché una di quelle che se ne stava sullo sfondo diventi importante &#8211; e mi dico, meno male che la mia storia la scrivo, non la disegno, perché altrimenti a questo punto il disegno sarebbe tutto nero di cose ricalcate e sfumate e cancellate e ricalcate di nuovo e non si capirebbe più niente, anche usando un foglio grandissimo per disegnarmi tutta. Scrivendo si possono lasciare più cose tra le righe, così che resti più spazio per riscriversi, o forse è solo che non so disegnare.<br />
Tu, poi. Ho dovuto riscrivere tutto, sei breve ma sei lunghissimo, e ancora non ho finito di riscrivere e, se ti devo dire la verità, faccio fatica. Era facile scrivere di amori che non erano amori, di dolori che non erano dolori &#8211; se le mie lettere avevano un solo colore era per questo motivo, potevo scegliere, volta per volta, un colore solo. Oggi voglio scrivere il rosso, e scrivevo il rosso, e dovevo scrivere solo il rosso, non erano previste sfumature. Oggi voglio scrivere il nero, idem. Se voglio scrivere te, invece, non posso non prendere un po&#8217; del colore dei tuoi occhi, e sì, è lo stesso colore di quei nei che hai sulla gamba, e però non è lo stesso colore della pelle delle tue guance che non è dello stesso colore della pelle delle tue spalle che non è dello stesso colore della pelle della tua schiena &#8211; e posso non utilizzare neanche una volta il colore delle tue gengive? Posso non utilizzare nemmeno una volta il colore dei tuoi denti? Posso non utilizzare il colore delle tue vene? Posso?<br />
Sei di tutti i colori insieme, e io finisco per sporcarmi le mani come quando cerco di usare i pennarelli e, come quando uso i pennarelli, non riesco che a tracciare delle linee goffe. So quale forma hanno i tuoi occhi, ho studiato il modo in cui le tue ciglia si allungano e si incurvano e proiettano la loro ombra sulle palpebre o sulla radice del naso a seconda della luce in cui ti guardo; so cosa provo nel momento in cui li guardo e li studio &#8211; e già sto dicendo una bugia, perché provo tante cose insieme e non le so dire tutte, soprattutto nei punti in cui sfumano l&#8217;una nell&#8217;altra trasformandosi e trasformandomi. Mi rendi cangiante di sentimenti, se mi guardo dentro sono un caleidoscopio, e in ogni immagine che produco c&#8217;è una parte di te che è sempre stata lì, anche se l&#8217;ho saputo solo quando, finalmente, mi hai fermato lo sguardo prendendomi il viso tra le mani.</p>
<br />Filed under: <a href='http://yellowletters.it/category/histoire-dune-jeune-fille/'>Histoire d'une jeune fille</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yellowletters.wordpress.com/2607/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yellowletters.wordpress.com/2607/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yellowletters.wordpress.com/2607/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yellowletters.wordpress.com/2607/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/yellowletters.wordpress.com/2607/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/yellowletters.wordpress.com/2607/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/yellowletters.wordpress.com/2607/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/yellowletters.wordpress.com/2607/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yellowletters.wordpress.com/2607/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yellowletters.wordpress.com/2607/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yellowletters.wordpress.com/2607/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yellowletters.wordpress.com/2607/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yellowletters.wordpress.com/2607/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yellowletters.wordpress.com/2607/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yellowletters.it&amp;blog=13780372&amp;post=2607&amp;subd=yellowletters&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Tell me where&#8217;s your hiding place / I&#8217;m worried I&#8217;ll forget your face [*]</title>
		<link>http://yellowletters.it/2012/01/23/tell-me-wheres-your-hiding-place-im-worried-ill-forget-your-face/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 15:49:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>madame psychosis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Histoire d'une jeune fille]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è questo desiderio che mi viene, incontrollabile. Come potrei definirlo? Se la tua pelle fosse carta, vorrei scriverla e poi accartocciarla per poterla tenere tra le mani intera, senza dovermi affannare a cercare di combaciarti e sentirmi i palmi pieni di te, sempre. Come potrei definirlo? Se la tua pelle fosse stoffa me ne avvolgerei, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yellowletters.it&amp;blog=13780372&amp;post=2603&amp;subd=yellowletters&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">C&#8217;è questo desiderio che mi viene, incontrollabile. Come potrei definirlo? Se la tua pelle fosse carta, vorrei scriverla e poi accartocciarla per poterla tenere tra le mani intera, senza dovermi affannare a cercare di combaciarti e sentirmi i palmi pieni di te, sempre. Come potrei definirlo? Se la tua pelle fosse stoffa me ne avvolgerei, se la tua pelle fosse pelle vorrei che fosse la mia &#8211; e avrei perfezioni che non ho mai avuto e imperfezioni nuove, ma senza più patire il freddo.<br />
Dice che desiderare in origine significasse: fissare attentamente le stelle, che sono lontane, che non possono essere possedute &#8211; se in origine avesse avuto a che fare con i sassi o con le foglie me ne sarei già riempita le tasche, mi sarei riempita le tasche di te per sprofondare nel nostro fiume anziché accontentarmi di bagnarmici le mani.<br />
Dico che non so cosa significhi, adesso, desiderare, perché questa cosa che provo anche quando ti ho accanto somiglia non al fissare le stelle, ma al fissarti le spalle, come se fossi sempre sul punto di andartene o di voltarti verso di me &#8211; entrambe le cose allo stesso tempo, la nostalgia e il suo contrario &#8211; come se in ogni istante ti perdessi e ti ritrovassi -<br />
quel terrore che prende, a volte, al risveglio, prima di riconoscersi e di riconoscere la propria vita fuori dal sogno, che è subito accompagnato dal sollievo -<br />
quell&#8217;ansia che mi prende, a volte, prima di voltarmi e riconoscere il tuo viso e trovarlo nuovo, e poi nuovo, e poi nuovo, e sistemarmi i capelli davanti allo specchio intrecciando le dita al ricordo delle tue e scoprire di stare iniziando a somigliarti, come se mi stessi contagiando del tuo sguardo, delle tue espressioni, e vorrei essere io ad ammalarti, e guarirti ammalarti guarirti farti sentire il desiderio di rendermi carta, stoffa, pelle, di tenermi, avvolgermi, indossarmi, ingarbugliarti la lingua donandoti il mio accento, i miei modi di dire, spettinarti le ciglia mentre dormi, così che al tuo risveglio tu possa vederti con i miei occhi, scambiare i miei capelli con i tuoi, il mio naso con il tuo &#8211; in fondo sono complementari, si incastrano &#8211; per ridere di noi, solo per il gusto di sentirti vibrare la gola e volertela baciare.</p>
<p style="text-align:justify;">[<a href="http://youtu.be/WUUvjzleUK8" target="_blank">*</a>]</p>
<br />Filed under: <a href='http://yellowletters.it/category/histoire-dune-jeune-fille/'>Histoire d'une jeune fille</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yellowletters.wordpress.com/2603/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yellowletters.wordpress.com/2603/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yellowletters.wordpress.com/2603/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yellowletters.wordpress.com/2603/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/yellowletters.wordpress.com/2603/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/yellowletters.wordpress.com/2603/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/yellowletters.wordpress.com/2603/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/yellowletters.wordpress.com/2603/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yellowletters.wordpress.com/2603/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yellowletters.wordpress.com/2603/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yellowletters.wordpress.com/2603/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yellowletters.wordpress.com/2603/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yellowletters.wordpress.com/2603/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yellowletters.wordpress.com/2603/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yellowletters.it&amp;blog=13780372&amp;post=2603&amp;subd=yellowletters&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Cristallino</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 19:12:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>madame psychosis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Histoire d'une jeune fille]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando sono andata dall&#8217;oculista, l&#8217;ultima volta, era tutto diverso. Avevo smesso di andarci dopo quel periodo in cui avevo smesso di vedere i contorni delle cose &#8211; non è proprio così, era più come se non vedessi la cornice, forse, o comunque vedevo bene il centro e poi tutto iniziava a offuscarsi man mano che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yellowletters.it&amp;blog=13780372&amp;post=2601&amp;subd=yellowletters&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Quando sono andata dall&#8217;oculista, l&#8217;ultima volta, era tutto diverso. Avevo smesso di andarci dopo quel periodo in cui avevo smesso di vedere i contorni delle cose &#8211; non è proprio così, era più come se non vedessi la cornice, forse, o comunque vedevo bene il centro e poi tutto iniziava a offuscarsi man mano che cercavo di allargare lo sguardo.<br />
Mi ero accorta di vederci peggio, di avere iniziato a strizzare gli occhi per mettere a fuoco le cose lontane, ma rimandavo e rimandavo pensando, l&#8217;importante è che riesca a vedere quelle vicine, a non perderle di vista, proprio, anche se, col senno di poi, mi sembra di averle perse di vista lo stesso, forse proprio per via di tutto quel tempo passato con gli occhi strizzati a cercare di capire cosa mi stesse aspettando.<br />
Quando sono andata dall&#8217;oculista l&#8217;ultima volta non mi ha mostrato il solito tabellone con le lettere, si è seduto accanto a uno schermo, guarda, mi ha detto, e il resto non era poi così diverso &#8211; la valigetta con le lenti, la montatura pesante sul naso, i rumori, le domande: meglio così o così? E i miei pensieri, anche &#8211; sarà davvero meglio così o è solo un&#8217;impressione? Sarà meglio così solo in questo momento e poi smetterà di essere meglio così o sarà meglio così per sempre? Perché io non mi fido dei miei occhi, vorrei che ci fosse un modo per capirli senza bisogno di passare attraverso di me, senza che ci sia bisogno delle mie risposte per decidere quanto ci vedo e come. E cosa.<br />
Vedo cose che non vorrei vedere, non vedo cose che vorrei vedere, e anche adesso, con gli occhiali infilati sul naso, rischio sempre di non riconoscermi. Ti ho chiesto: fammi da specchio, ma avrei dovuto chiederti, piuttosto, di farmi da occhiale, da occhio, da retina, da cristallino &#8211; qualcosa di più intimo, a pensarci bene, perché saresti una cosa dentro le mie orbite o a contatto con la mia pelle, male che vada, anche se tu mi dici che sono capace di vedermi e forse è solo pigrizia, la mia, abitudine &#8211; e potrei, osando, chiederti non solo di farmi da occhiale, da occhio, da retina, da cristallino &#8211; potrei chiederti di togliermi questa abitudine, di sostituirla con l&#8217;abitudine a te anche se, abitudine, in questo caso, sarebbe il termine sbagliato -<br />
(ieri notte dopo averti salutato sono venuta in cucina col quaderno verde, mi sono arrotolata una sigaretta, ho scritto di noi parole che ti farò leggere un giorno, spero non troppo lontano, e parlavo di una cosa che all&#8217;inizio mi sembrava chiamarsi in un modo che non era abitudine ma ci somigliava, finché, scrivendo, non mi sono resa conto che, invece, era una cosa con un nome preciso, con un colore preciso, con un calore preciso: famiglia)<br />
e vorrei che me l&#8217;avesse detto, l&#8217;oculista, che avevo semplicemente bisogno di te, invece di prescrivermi il collirio e le lenti, ma tu non c&#8217;eri mica &#8211; lo avessi saputo, avessi saputo che c&#8217;eri, non credi che sarei venuta a cercarti? E invece nemmeno riuscivo a immaginarti e, ancora adesso, ci sono momenti in cui mi chiedo se esisti davvero, per questo mi aggrappo lasciandoti i segni, per questo ti cerco come se avessi sete, per questo ti guardo in quel modo che ti fa domandare: stai bene? Sto bene, sto solo guardandomi con i tuoi occhi, vedendomi come avrei sempre dovuto vedermi e se porto gli occhiali è solo per farti dire, che bella che sei. Perché, per la prima volta, ci credo.</p>
<br />Filed under: <a href='http://yellowletters.it/category/histoire-dune-jeune-fille/'>Histoire d'une jeune fille</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yellowletters.wordpress.com/2601/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yellowletters.wordpress.com/2601/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yellowletters.wordpress.com/2601/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yellowletters.wordpress.com/2601/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/yellowletters.wordpress.com/2601/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/yellowletters.wordpress.com/2601/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/yellowletters.wordpress.com/2601/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/yellowletters.wordpress.com/2601/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yellowletters.wordpress.com/2601/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yellowletters.wordpress.com/2601/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yellowletters.wordpress.com/2601/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yellowletters.wordpress.com/2601/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yellowletters.wordpress.com/2601/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yellowletters.wordpress.com/2601/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yellowletters.it&amp;blog=13780372&amp;post=2601&amp;subd=yellowletters&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Lettera al tuo guscio</title>
		<link>http://yellowletters.it/2012/01/16/lettera-al-tuo-guscio/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 20:26:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>madame psychosis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Histoire d'une jeune fille]]></category>

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		<description><![CDATA[So che è una cosa scema da pensare, che alla fine non succederà mai per davvero che qualcuno mi chieda di scegliere &#8211; tra tutti i momenti, se potessi sceglierne solo uno, uno solo, quale sceglieresti? E se anche fosse me lo chiederebbe solo in via del tutto ipotetica, e la mia risposta non influenzerebbe [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yellowletters.it&amp;blog=13780372&amp;post=2598&amp;subd=yellowletters&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">So che è una cosa scema da pensare, che alla fine non succederà mai per davvero che qualcuno mi chieda di scegliere &#8211; tra tutti i momenti, se potessi sceglierne solo uno, uno solo, quale sceglieresti? E se anche fosse me lo chiederebbe solo in via del tutto ipotetica, e la mia risposta non influenzerebbe in alcun modo il corso degli eventi, e non sarei mai costretta a scegliere davvero, potrei rispondere con un momento e la mia risposta non mi impedirebbe comunque di vivere tutti quegli altri, potrei cambiare idea, anche &#8211; se fosse una domanda vera, di quelle a cui devi rispondere veramente e poi cercare di tenere fede alla risposta, sempre se ne esistono, di domande così, che una scappatoia si trova sempre, se la si vuole trovare o la si deve trovare e sto scrivendo questa frase lunghissima e contorta solo perché voglio dirti una cosa e non sono riuscita a trovare un modo migliore per dirtela &#8211; a questo punto potrei anche salutarti, piegare in quattro la lettera, metterla in una busta, scriverci il tuo nome, infilartela nella tasca del cappotto o in quella dello zaino o anche venire sotto casa tua e portartela e aspettare che tu l&#8217;abbia letta e poi attendere che quel momento arrivi per dirti: ecco, questo, questo volevo dirti, e sarebbe bello, perché tu stringeresti un poco gli occhi e ti avvicineresti per darmi un bacio di quelli che sorridono ma poi chissà se ce ne ricorderemmo? Sarebbe un altro momento, e neanche un momento di quelli che hanno la tendenza a ripetersi anche se in modo sempre leggermente diverso, un momento di quelli che succedono una volta e che dovrei scrivere per non perderlo per strada e allora tanto vale fare così, scriverti direttamente, anche se mi perdo quel bacio ma facciamo che questo è un investimento per il futuro, che perdo quel bacio ma ne guadagno degli altri, molti di più, e mi viene da pensare che è quello che tendiamo a fare, noi, investimenti per il futuro, ed è una cosa bella perché vuol dire che ci pensiamo, che ci crediamo, a un futuro insieme, altrimenti mica rinunceremmo a certe cose piccole ma belle, come quel bacio, in vista di altre, eccetera.<br />
Ormai capita spesso, di solito siamo sdraiati sulla pancia e guardiamo qualcosa insieme e, a turno, ci abbracciamo. Prima ti abbraccio io, che poi abbracciare non è la parola giusta, ti accarezzo la schiena, sciolgo i nodi che mi ritrovo sotto le dita, poi facciamo a cambio ma non è questa la cosa importante, è solo un dettaglio, perché il momento, quel momento che se mi venisse chiesto di sceglierne uno solo sceglierei, succede quando ti abbraccio io e, a un certo punto, vediamo qualcosa nella cosa che stiamo guardando, la stessa cosa, e distogliamo per un istante lo sguardo dallo schermo e facciamo incontrare i nostri occhi e non so se tu lo sai cosa mi dicono, i tuoi occhi &#8211; assomiglia a quello che mi dici per davvero in quel momento ma è come se fosse più vero ancora, come se i tuoi occhi &#8211; o qualcosa dietro i tuoi occhi &#8211; sapessero certe cose meglio di te, o qualcosa che ancora davvero non sai, la intuisci e basta &#8211; tu sei così, c&#8217;è una parte di te che capisce le cose prima del tuo guscio, e allora perdonami, se a volte resto in silenzio, ma non sono davvero in silenzio, sto parlando con quella parte lì, che faccia poi sapere le cose che contano a tutto il resto.</p>
<br />Filed under: <a href='http://yellowletters.it/category/histoire-dune-jeune-fille/'>Histoire d'une jeune fille</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yellowletters.wordpress.com/2598/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yellowletters.wordpress.com/2598/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yellowletters.wordpress.com/2598/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yellowletters.wordpress.com/2598/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/yellowletters.wordpress.com/2598/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/yellowletters.wordpress.com/2598/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/yellowletters.wordpress.com/2598/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/yellowletters.wordpress.com/2598/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yellowletters.wordpress.com/2598/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yellowletters.wordpress.com/2598/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yellowletters.wordpress.com/2598/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yellowletters.wordpress.com/2598/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yellowletters.wordpress.com/2598/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yellowletters.wordpress.com/2598/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yellowletters.it&amp;blog=13780372&amp;post=2598&amp;subd=yellowletters&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>I giorni-pozzanghera</title>
		<link>http://yellowletters.it/2012/01/15/i-giorni-pozzanghera/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 21:31:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>madame psychosis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Histoire d'une jeune fille]]></category>

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		<description><![CDATA[Funziona che i giorni sono fatti di parole, mica di ore o di minuti, quando torni indietro ai giorni passati non tiri indietro la lancetta dell&#8217;orologio ma usi le parole per raccontarteli, no? Per ricordare che ieri, che l&#8217;altro giorno, che una settimana fa. Per questo è facile scrivere, di solito, basta solo metterle in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yellowletters.it&amp;blog=13780372&amp;post=2595&amp;subd=yellowletters&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Funziona che i giorni sono fatti di parole, mica di ore o di minuti, quando torni indietro ai giorni passati non tiri indietro la lancetta dell&#8217;orologio ma usi le parole per raccontarteli, no? Per ricordare che ieri, che l&#8217;altro giorno, che una settimana fa. Per questo è facile scrivere, di solito, basta solo metterle in ordine, le parole di cui sono fatti i giorni, e il gioco è fatto. Poi ci sono dei giorni che sono come pozzanghere. Pensi alle pozzanghere e pensi a qualcosa di bello, forse, tipo a quando sei bambino e hai gli stivali di gomma e anche se non li avessi non ti importerebbe di bagnarti, ma solo di saltare, o di guardare quella cosa che sembra arcobaleno e sembra bellissima fino a quando non impari che è benzina. O ai riflessi, pensi ai riflessi, al modo in cui le cose belle diventano doppie nelle pozzanghere così come fanno nel lago o nella fontana, al modo in cui la pioggia diventa musica allargandosi a cerchi concentrici e se invece ci pensassi ti intristiresti un po&#8217;, forse &#8211; chissà se esiste qualcosa che funzioni al contrario dei cerchi nell&#8217;acqua, che si restringa fino a diventare un punto anziché disperdersi fino a sparire. Niente, ti verrebbe da dire adesso: perché sono quei giorni lì, giorni come pozzanghere, e pensi che dire pozzanghere sia sbagliato ma anche giusto &#8211; in fondo mica lo sai, quando ci metti un piede dentro, quanto è profonda la buca che la pioggia ha riempito. Il problema dei giorni pozzanghera è che raccontarli è difficile perché ci sei immerso dentro e allora come fai, a mettere in ordine le parole? Hai i vestiti inzuppati di parole, hai parole che ti sono finite nel naso, nelle orecchie, parole come alghe tra i capelli, parole nei polmoni, che ti fanno tossire, e chissà se è meglio prima spogliarsi e asciugarsi e scaldarsi o prima soffiarsi il naso, forte, chissà cosa è meglio fare. Nessuno te lo spiega, cosa fare nei giorni pozzanghera, perché una volta che sono finiti sono finiti ed escono dalla memoria così, evaporando, lasciando solo certe cose importanti, sedimenti, troppo pesanti per salire verso il sole.<br />
E allora non so come raccontarli, questi giorni, e ancora una volta mi verrebbe voglia di scriverti o di scrivere te &#8211; è la stessa cosa ma non è la stessa cosa &#8211; perché nella mia barchetta di carta, nella pozzanghera, è verso te che mi muovo,<br />
anche se ho paura che la barchetta si sciolga prima che io riesca ad arrivarti,<br />
anche se ho paura che tu possa spostarti, o anche solo voltarti e lasciarmi senza luce,<br />
anche se ho paura di non trovarti, alla fine del viaggio,<br />
anche se tutto quello che sai,<br />
anche se tutto quello che non sai &#8211; vorrei che lo sapessi, ma non può essere detto, per questo sono diventati così importanti certi baci, per questo ogni volta che ti vedo tento di scrivertelo addosso ma sbaglio e te lo scrivo sulla schiena, dove non ti puoi vedere,<br />
non volevo farlo e lo sto facendo, vedi? Scriverti o scrivere te, che è la stessa cosa ma non è la stessa cosa, perché adesso non sono capace di scrivermi o di scrivere me, per questo ti sto dando tutto, forse in questo modo scrivendoti o scrivendo te riuscirò a scrivermi o a scrivere me, se mi diventi o se, almeno, mi inventi. Forse in questo modo riuscirò a non sfuggirti mai, perché posso rinunciare a tutto ma non a me stessa, e se mi hai tu sono costretta a restarti accanto.</p>
<br />Filed under: <a href='http://yellowletters.it/category/histoire-dune-jeune-fille/'>Histoire d'une jeune fille</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yellowletters.wordpress.com/2595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yellowletters.wordpress.com/2595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yellowletters.wordpress.com/2595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yellowletters.wordpress.com/2595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/yellowletters.wordpress.com/2595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/yellowletters.wordpress.com/2595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/yellowletters.wordpress.com/2595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/yellowletters.wordpress.com/2595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yellowletters.wordpress.com/2595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yellowletters.wordpress.com/2595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yellowletters.wordpress.com/2595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yellowletters.wordpress.com/2595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yellowletters.wordpress.com/2595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yellowletters.wordpress.com/2595/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yellowletters.it&amp;blog=13780372&amp;post=2595&amp;subd=yellowletters&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Invernate, estavera</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 22:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>madame psychosis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Histoire d'une jeune fille]]></category>

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		<description><![CDATA[Quel giorno che io stavo lavorando e tu sei uscito e poi sei tornato e mentre eri via mi sono affacciata sulla strada, alla finestra da cui vedi i pensieri di chi passa senza che chi passa possa vedere i tuoi, e c&#8217;era il sole e faceva caldo, quasi, e quando sei tornato sorridevi e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yellowletters.it&amp;blog=13780372&amp;post=2592&amp;subd=yellowletters&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quel giorno che io stavo lavorando e tu sei uscito e poi sei tornato e mentre eri via mi sono affacciata sulla strada, alla finestra da cui vedi i pensieri di chi passa senza che chi passa possa vedere i tuoi, e c&#8217;era il sole e faceva caldo, quasi, e quando sei tornato sorridevi e mi hai detto, sembra quasi primavera, e io ci ho creduto, ho pensato che forse per quest&#8217;anno l&#8217;inverno ce lo eravamo risparmiato, che quando ci siamo visti quell&#8217;altra volta sembrava esserci aria di neve e ti ho detto, speriamo ci imbianchi i cappotti avrei voluto dire, speriamo di toglierceli presto.<br />
Sembra quasi primavera, hai detto, con la stessa voce con cui mi dici che andrà tutto bene, che questi giorni finiranno, è una voce che potrebbe dirmi qualsiasi cosa e io mi fiderei, non tanto della voce, forse, ma dei luoghi da cui viene &#8211; mi fido della tua bocca, mi fido della tua gola, mi fido dei tuoi polmoni della tua aria mi fido di te  anche se ti ho detto che non crederò più a niente e nessuno, e tu mi hai risposto di darti tempo per farmi cambiare idea e io l&#8217;avevo già cambiata ma ti ricordi come funziona? Devi prendertelo tutto comunque, quel tempo, ogni giorno in cui mi sceglierai, per convincermi di nuovo.<br />
Sembra quasi primavera, hai detto, e allora perché oggi fa così tanto freddo? Da quando sono arrivata qui non faccio che tremare, e so che se ci fossi mi avvolgeresti le spalle nell&#8217;asciugamano caldo e mi viene in mente che entrambi siamo caldi e freddi in modo complementare, i piedi, sì, no, le mani, no, sì, e forse siamo fatti apposta per scaldarci a vicenda sempre, o rinfrescarci, quando il sole picchierà sulle nostre teste e questi giorni saranno solo un ricordo che userò per farmi ombra, e questi giorni saranno fogli in fondo a una pila di altri giorni che avremo vissuto sotto lo stesso cielo, avvicinandoci sempre un poco di più, e potrò dirti &#8211; avevi ragione, quando mi dicevi che sarebbe andato tutto bene, o meglio ancora: grazie per avere mantenuto quella promessa che mi hai fatto, e allora tienimi per mano, mentre inizio questa mia nuova vita, dimmi ancora che sembra quasi primavera come quella volta che era solo l&#8217;altro giorno, continua a proteggermi dal rumore, a nutrirmi di musica, mentre io ti proteggo dalla paura e ti nutro di parole, e saremo sazi e soddisfatti insieme, insieme ci prenderemo gioco delle stagioni inventandoci le nostre, l&#8217;invernate, l&#8217;estavera, avremo le nostre festività private avremo tutto, che è il minimo che possa darti, anche in primavera a volte fa freddo ma poi torna subito il sole, e sarà un&#8217;altra data da celebrare, la rinascita insieme ai compleanni, agli anniversari, agli anni che finiscono e iniziano in un solo lungo bacio, alle notti in cui non ho paura di cercarti.</p>
<br />Filed under: <a href='http://yellowletters.it/category/histoire-dune-jeune-fille/'>Histoire d'une jeune fille</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yellowletters.wordpress.com/2592/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yellowletters.wordpress.com/2592/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yellowletters.wordpress.com/2592/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yellowletters.wordpress.com/2592/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/yellowletters.wordpress.com/2592/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/yellowletters.wordpress.com/2592/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/yellowletters.wordpress.com/2592/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/yellowletters.wordpress.com/2592/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yellowletters.wordpress.com/2592/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yellowletters.wordpress.com/2592/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yellowletters.wordpress.com/2592/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yellowletters.wordpress.com/2592/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yellowletters.wordpress.com/2592/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yellowletters.wordpress.com/2592/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yellowletters.it&amp;blog=13780372&amp;post=2592&amp;subd=yellowletters&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>I have no more answers [*]</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 14:43:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>madame psychosis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Histoire d'une jeune fille]]></category>

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		<description><![CDATA[Dice che in geometria, un trapezio è un quadrilatero con due lati paralleli, una base maggiore, una base minore e due lati obliqui. È anche un osso della mano, il muscolo della schiena che mi fa sempre male, una barra metallica sospesa a mezz&#8217;aria da due cavi per roteare e lanciarsi e sapersi afferrati temendo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yellowletters.it&amp;blog=13780372&amp;post=2588&amp;subd=yellowletters&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Dice che in geometria, un trapezio è un quadrilatero con due lati paralleli, una base maggiore, una base minore e due lati obliqui. È anche un osso della mano, il muscolo della schiena che mi fa sempre male, una barra metallica sospesa a mezz&#8217;aria da due cavi per roteare e lanciarsi e sapersi afferrati temendo di non esserlo mai. Il trapezio è tante cose, tante altre, ma in questo momento, per me, è un ritaglio di cielo azzurrissimo che vedo se mi abbandono sul divano e inizio a immaginare, fino a sentire il tepore giallo del sole che illumina il suo stesso colore sorreggendo quel ritaglio, arrampicarmi sui mattoni rossi iniziando a salutarli &#8211; ci vorrebbero giorni per salutarli tutti, giorni che non ho, che ho avuto ma chissà se ho vissuto.<br />
Mi piacciono le parole che vogliono dire tante altre parole. È strano, se ci penso, perché sono le parole che più facilmente si prestano a essere fraintese, o forse sono quelle che si prestano di meno, a ben vedere, perché dipendono così tanto dal contesto da diventare le uniche davvero univoche. Se ti mostro un trapezio indicandoti il cielo mi guardi il dito e le stelle, se ti mostro un trapezio indicandoti il lago sai di dovere seguirmi l&#8217;indice fino alla barca. Sono parole con le dita, possono sbagliare solo se ti impigli nelle unghie, per questo le tengo sempre corte, per potere fare finta di graffiarti e non farti mai davvero male, perché tu capisca ogni singola parola, soprattutto quelle che non dico fino a quando non le spremo dalla gola.<br />
Ci separano pochi centimetri che a volte sembrano durare per sempre, come quando mi hai detto che anche quando pensiamo di starci toccando non ci tocchiamo davvero mai, e lo so che hai ragione, ma preferisco pensare che noi &#8211; noi, sai quanto mi piaccia dire: noi &#8211; siamo in grado di sfidare anche le leggi della fisica. Facciamo cose molto più difficili, in fondo, ma non è di questo che voglio parlare, non è questo che voglio dirti, voglio dirti di quel trapezio che forse da dove sei tu è un&#8217;altra forma, un&#8217;altra parola, e proprio per questo, anche se ci separano solo pochi centimetri, mi manchi già. Mi manca questo momento, il momento che sta accadendo ora che scrivo e ti guardo leggere con la coda dell&#8217;occhio e so che non stai leggendo me e sono gelosa delle parole che stanno catturando la tua attenzione al punto di farti tenere le labbra strette, gli occhi stretti, invece di stringere me che ti ho chiesto, lasciami scrivere, lasciami stare, è passato, è iniziata una canzone nuova e le note sono lunghe e si dilatano e sembra fatto apposta, è in mezzo a noi, la canzone &#8211; e dopo te ne chiederò il titolo e lo interpreterò e sarà il nome di queste parole, perché anche le parole hanno un nome, solo questa cosa che provo non ce l&#8217;ha, un nome, perché nessuno ha mai voluto dare un nome a questa sensazione, la sensazione che provo sentendomi addosso la pressione dei cuscini del divano mentre il mio corpo inizia ad allontanarsi, no, il mio corpo è qui, è il resto di me che si sta spostando altrove, come le nuvole che abbiamo visto all&#8217;alba, e tu le guardavi senza rincorrerle e se io fossi stata una di quelle nuvole, mi avresti rincorsa? Poco importa se afferrandomi mi dissolveresti tra i tuoi palmi, è dove voglio stare e voglio starci dissolta, disciolta in te, come qualcosa che scorre, come qualcosa che scorre e allo stesso tempo si incastra, cellulare &#8211; abbassami le palpebre con un gesto della mano come se fossi morta, riaprimele quando saremo insieme di nuovo e potrò guardarti.</p>
<p style="text-align:justify;">[<a href="www.youtube.com/watch?v=gZ8GuefPze4" target="_blank">*</a>]</p>
<br />Filed under: <a href='http://yellowletters.it/category/histoire-dune-jeune-fille/'>Histoire d'une jeune fille</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yellowletters.wordpress.com/2588/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yellowletters.wordpress.com/2588/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yellowletters.wordpress.com/2588/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yellowletters.wordpress.com/2588/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/yellowletters.wordpress.com/2588/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/yellowletters.wordpress.com/2588/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/yellowletters.wordpress.com/2588/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/yellowletters.wordpress.com/2588/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yellowletters.wordpress.com/2588/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yellowletters.wordpress.com/2588/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yellowletters.wordpress.com/2588/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yellowletters.wordpress.com/2588/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yellowletters.wordpress.com/2588/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yellowletters.wordpress.com/2588/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yellowletters.it&amp;blog=13780372&amp;post=2588&amp;subd=yellowletters&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>UNITED</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 14:16:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>madame psychosis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Histoire d'une jeune fille]]></category>

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		<description><![CDATA[Tornerai a casa &#8211; perché poi mi viene da dire: a casa, questa è una casa, ma non basta per dire, tornare a casa &#8211; e baciandoti ti dirò: ti ho scritto. Tu capirai cosa significa: ti ho scritto, senza bisogno di chiedere, e forse in fondo è quello che vuoi da me, che io [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yellowletters.it&amp;blog=13780372&amp;post=2584&amp;subd=yellowletters&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Tornerai a casa &#8211; perché poi mi viene da dire: a casa, questa è una casa, ma non basta per dire, tornare a casa &#8211; e baciandoti ti dirò: ti ho scritto. Tu capirai cosa significa: ti ho scritto, senza bisogno di chiedere, e forse in fondo è quello che vuoi da me, che io ti scriva. Che io scriva te.<br />
Tornerai a casa e ti leggerai, mi leggerai, ci leggerai, senza sapere che io sto pensando di scappare &#8211; leggendo: scappare, mi stringerai il polso &#8211; ma saprai di non dovermi chiedere niente, di non dovermi fare domande, di dovere, semplicemente, arrivare alla fine, dove tutto ti sarà chiaro.<br />
Saprai che è solo un pensiero perché non mi sono vestita, sono rimasta così come mi hai lasciata, prima di uscire &#8211; mi ritroverai nella stessa posizione, a scrivere, senza sapere di tutte le volte che mi sono affacciata alla finestra non solo sperando di vederti spuntare tra i passanti, ma per il bisogno di imparare a memoria non solo te, ma tutto quello che ti circonda, tutto quello che ti ha fatto diventare la persona che sei.<br />
Ho imparato le sorgenti della tua allegria, del tuo sorriso, del modo in cui mi tieni tra le braccia per calmarmi, ho imparato le fonti del tuo calore, il tuo passo, le espressioni che ti attraversano il viso. Ho assaggiato le tue lacrime che non sono mai salate, perché piangi solo di gioia e di stupore, sentito tutti i sapori della tua bocca fino a quando il tuo sapore non è diventato il mio e il mio è diventato il tuo e adesso che non ci sei mi sento insipida la lingua, me la passo sui denti per ritrovarti. Ti aspetto.<br />
Ti aspetto e penso di scappare, perché ti ho trovato e da quando ti ho trovato so che sei sempre stato il mio destino. Ti aspetto e penso di scappare perché ho sempre pensato di dovermelo costruire da sola, perché ho sempre scritto per tutti senza sapere di stare scrivendo per te, perché l&#8217;amore che provo mi ha cambiata e mi sta cambiando e continuerà a cambiarmi perché siamo argilla l&#8217;uno nelle mani dell&#8217;altro e non smettiamo mai di plasmarci, ci rendiamo esseri diversi, di versi e domande, di voci e di acqua.<br />
Ho paura, amore mio. Mi stai dando la tua forma perfetta e le parole hanno smesso di tremarmi in gola, il futuro ha smesso di offuscarsi e ci sei solo tu, ci siamo solo noi, che siamo insieme tutto corpo e tutta testa, che insieme riusciamo a unirci, a renderci interi come ci convincevamo di essere senza sapere di tutte le potenzialità che tenevamo nascoste &#8211; io nella mia borsa dove perdo le chiavi, tu nello zaino che porti sulle spalle come la chiocciola che vorrei essere. Mi hai costretta davanti allo specchio per mostrarmi chi sono, ti ho costretto davanti ai miei occhi per mostrarti chi sei, e non c&#8217;è vita prima e dopo di te e c&#8217;è vita, c&#8217;è sempre stata vita, perché ti ho aspettato da sempre senza immaginare che potessi esistere ed esserci ed essere così come sei, l&#8217;altro che mi è speculare, la parte mancante del mio campo visivo, quella più esterna, sei la mia iride e io sono la tua pupilla, dilatata dal desiderio e dalla sete.<br />
Ho paura, amore mio. Hai preso la mia rassegnazione e l&#8217;hai trasformata in speranza, lasciandomi livida e nuda, bagnata di te, appena nata, e mi dai alla luce ogni giorno, nuova, e ogni giorno mi fai morire tra le tue braccia per farmi tornare in te durante la notte, donandomi il sonno. Tienimi, ora che sto cercando di allontanarmi, sussurrami le parole che solo noi abbiamo davvero compreso, lascia che ti mostri la stanza vuota che colmeremo di noi che abbiamo fame di tanto e necessità di niente, che abbiamo già tutto e solo dobbiamo innaffiarci a vicenda, curarci, e arriverà primavera e non sbocceremo fiori ma pagine, quelle che io ti mostrerò, quelle che tu mi mostrerai. Ero cieca, ora sono accecata di noi, e i miei occhi mai si abitueranno alla tua luce, sempre reggeranno il tuo sguardo e sorreggeranno te, che sei l&#8217;unico, che sei il tutto.</p>
<br />Filed under: <a href='http://yellowletters.it/category/histoire-dune-jeune-fille/'>Histoire d'une jeune fille</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yellowletters.wordpress.com/2584/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yellowletters.wordpress.com/2584/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yellowletters.wordpress.com/2584/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yellowletters.wordpress.com/2584/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/yellowletters.wordpress.com/2584/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/yellowletters.wordpress.com/2584/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/yellowletters.wordpress.com/2584/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/yellowletters.wordpress.com/2584/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yellowletters.wordpress.com/2584/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yellowletters.wordpress.com/2584/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yellowletters.wordpress.com/2584/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yellowletters.wordpress.com/2584/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yellowletters.wordpress.com/2584/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yellowletters.wordpress.com/2584/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yellowletters.it&amp;blog=13780372&amp;post=2584&amp;subd=yellowletters&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">madcap mabel</media:title>
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		<title>I tattooed the answer so I wouldn’t forget</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 00:12:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>madame psychosis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Histoire d'une jeune fille]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando ero bambina avevo un puzzle. Cento, centocinquanta pezzi, o giù di lì. Non so come mi fosse capitato tra le mani, immagino si trattasse di uno di quei regali per i figli dei dipendenti dell&#8217;azienda per cui lavorava mio padre, che a volte erano belli, come il libro che conteneva tutte le domande e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yellowletters.it&amp;blog=13780372&amp;post=2581&amp;subd=yellowletters&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Quando ero bambina avevo un puzzle. Cento, centocinquanta pezzi, o giù di lì. Non so come mi fosse capitato tra le mani, immagino si trattasse di uno di quei regali per i figli dei dipendenti dell&#8217;azienda per cui lavorava mio padre, che a volte erano belli, come il libro che conteneva tutte le domande e tutte le risposte anche se poi non era davvero così ma all&#8217;inizio ci avevo creduto, a volte no. Il puzzle non era bello, c&#8217;erano due cavalli. Mai piaciuti i cavalli. I puzzle non mi interessavano perché non mi insegnavano niente, mi pareva, forse mi avrebbero potuto insegnare la pazienza, ma non mi interessava. I puzzle si fanno in certi ospedali quando il ricovero è lungo, e in quegli ospedali il ricovero è sempre lungo.<br />
Non so chi mi abbia poi convinta a provarci, a scoperchiare la scatola, svuotare il sacchetto, guardare la fotografia e cercare di ricomporla. L&#8217;ho fatto, districandomi nell&#8217;erba non tagliata. Sto cercando di rendere questa cosa meno banale, non c&#8217;è niente di più banale di un puzzle, soprattutto quando se ne scrive. L&#8217;unica cosa che mi è riuscita è stato renderlo più difficile, ricostruendolo senza un&#8217;immagine davanti. Ricostruendo te.<br />
La prima cosa che ho trovato di te è stata un occhio. Non era sul tuo viso, non era accompagnato dall&#8217;occhio gemello, ma era senz&#8217;altro il tuo. Mi sono avvicinata a quell&#8217;occhio, a quel viso, l&#8217;ho baciato perché è l&#8217;unico modo per avvicinarsi così tanto a un&#8217;altra persona, ma non eri tu.<br />
Ho trovato la tua bocca. Ho trovato il tuo naso. Ho trovato la tua fronte, il tuo mento, le tue ciglia. Ho baciato tutti quelli che si portavano addosso un pezzo di te, anche quando non mi piacevano. Come i cavalli.<br />
Dicevo di amare. Non mentivo: amavo l&#8217;occhio, amavo la bocca, amavo il naso, la fronte, il mento, le ciglia. Amavo i pezzi che ti avrebbero un giorno composto, intero, perdendo ogni volta la speranza di trovarti, riuscire a ricomporti, non sapendo a quale indirizzo scrivere nel caso in cui, arrivata alla fine, non fossi riuscita a trovare il pezzo mancante, per un errore di produzione o di distrazione, per una mia mossa maldestra.<br />
Sei gli uomini a cui ho confessato il mio amore e quelli a cui l&#8217;ho taciuto. Sei il protagonista di tutti i libri che ho letto, dei film che ho visto, sei la musica delle canzoni che ho ascoltato &#8211; me ne sono accorta ascoltandoti dormire. Una questione di accordi, di battiti per minuto, di giri di basso. Ti ho cantato, ti ho scritto, ho provato a disegnarti. Ti ho evocato nei miei sonni brevi e ovattati, mi sei sceso nella vena dalla sacca che mi nutriva, eri ovunque, non eri da nessuna parte. Sei qui. Sei arrivato mentre elencavo i tuoi luoghi, i volti in cui ti ho intravisto, in cui continuo a intravederti ogni volta che sei lontano. Sei qui, non so per quanto &#8211; dimmelo tu, dimmelo adesso. Tu che non sai niente che sei tutto.</p>
<br />Filed under: <a href='http://yellowletters.it/category/histoire-dune-jeune-fille/'>Histoire d'une jeune fille</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yellowletters.wordpress.com/2581/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yellowletters.wordpress.com/2581/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yellowletters.wordpress.com/2581/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yellowletters.wordpress.com/2581/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/yellowletters.wordpress.com/2581/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/yellowletters.wordpress.com/2581/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/yellowletters.wordpress.com/2581/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/yellowletters.wordpress.com/2581/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yellowletters.wordpress.com/2581/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yellowletters.wordpress.com/2581/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yellowletters.wordpress.com/2581/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yellowletters.wordpress.com/2581/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yellowletters.wordpress.com/2581/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yellowletters.wordpress.com/2581/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yellowletters.it&amp;blog=13780372&amp;post=2581&amp;subd=yellowletters&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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